PIETRO CAMPA

L’INTERVISTA - 2010

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D: Pietro, perché il digitale?

Le tecniche digitali sono le protagoniste di questa nostra epoca, sono tecniche nuove che offrono nuovi stimoli all’artista. Conosco la diffidenza che suscita nel pubblico un’opera realizzata con tecniche digitali a causa di una idea errata, ovvero che tali tecniche escludano l’intervento diretto dell’artista o addirittura lo sostituiscono. Ma naturalmente non è la verità.

Per informazioni e un contatto diretto:

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D: Però il risultato finale è un file elettronico, cioè qualcosa che può essere visto solo attraverso un monitor, oppure deve essere stampato. E poi c’è la questione della sua replicabilità. Questo contrasta con l’idea comune che l’opera d’arte deve essere unica e irripetibile.

A dire il vero anche un quadro ad olio può essere replicato... ma quest’idea, l’idea che se è replicabile non ha valore e non è arte non la comprendo, vedo che è particolarmente sentita nell’ambito delle opere digitali, una sorta di “difetto” alla nascita. Per questo molti artisti che producono opere con digital painting, sottoscrivono un’autocertificazione di unicità a garanzia della propria opera.

Va detto tuttavia che da tempo esistono opere che implicano la loro replica e addirittura l’auspicano. Ad esempio la serigrafia, la litografia o la fotografia. Voglio ricordare che la replicabilità delle immagini è stato un cavallo di battaglia della pop art negli anni 60. Andy Warhol, ad esempio, ha conferito alla riproducibilità in serie delle immagini un valore artistico, portando l’arte a rappresentare se stessa attraverso una caratteristica saliente della società moderna americana: la diffusione di beni, di prodotti ed oggetti riprodotti in migliaia di esemplari.

Ho scelto per i miei quadri la via dell’unicità e di conseguenza, una volta trasposto il mio lavoro digitale sulla tela, lo garantisco sottoscrivendo una certificazione d’unicità, oltre ad elaborarlo a mano con colori acrilici.


D: Come è nata l’idea di produrre opere pittoriche attraverso il digitale.

I miei studi d’arte prima e la mia attività di art director successivamente, hanno contribuito ad appassionarmi e ad accumulare una buona esperienza con i software di grafica di disegno e di emulazione pittorica. Ho cominciato a produrre quadri recentemente quando ho scoperto l’esistenza di una corrente di artisti che, se pur in modo sperimentale e non omogeneo, stanno dando vita a un nuovo modo di produrre arte recuperando, o imitando se preferite, tecniche classiche di pittura.



Intervista del blogger ArtInsider 2010